SE I POLITICI SICILIANI RAPPRESENTASSERO I SICILIANI...
SE POLITICI SICILIANI RAPPRESENTASSERO I SICILIANI, SE NON FOSSERO DEI VENDUTI, SE NON FOSSERO INTERESSATI A FARSI SOLO I CAZZI LORO...
il primo punto dell'ordine del giorno da dibattere all'assemblea del Parlamento Siciliano sarebbe quello di eleggere i giudici siciliani per l'Alta Corte Siciliana e, fatto questo, immediatamente METTERE IN MORA IL GOVERNO NAZIONALE ITALIANO.
All’assorbimento delle funzioni dell’Alta Corte da parte della Corte Costituzionale si è arrivati “per mezzo di una sentenza illegittima”. Un giudizio, a dire il vero, che l’Alta Corte non ha mai avallato con propria sentenza.
“L’autonomia è stata scippata ai siciliani con un vero e proprio colpo di stato, lasciandola nelle mani di un organo giurisdizionale (Corte costituzionale italiana) che non è terzo e che dimostra quasi ad ogni sentenza la propria parzialità e il proprio centralismo, smantellando pezzo a pezzo l’autonomia siciliana a colpi di interpretazioni abrogative”.
Ma qual è stato il ruolo della Regione di fronte a questo “golpe” politico-giuridico? “La Regione avrebbe dovuto aprire una serissima crisi istituzionale ricusando la competenza della Corte Costituzionale.
Ma chi è politicamente, culturalmente e psicologicamente subalterno non è in grado di assumere tale posizione.
Ci si è limitati a proteste platoniche o a gesti nobili quanto isolati, quali le dimissioni del presidente Alessi, secondo cui l’Alta Corte non è stata mai abolita bensì “sepolta viva”.